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Lettera Settimanale26 Settembre 2026

Le azioni corrono, le obbligazioni frenano. Benvenuti nello stallo di fine settembre.

Questa settimana i mercati raccontano due storie opposte nello stesso momento. L’azionario, trainato dal tema dell’intelligenza artificiale, continua a macinare record: il Nasdaq 100 è tornato sui massimi storici e AMD ha superato per la prima volta i mille miliardi di dollari di capitalizzazione. L’obbligazionario, invece, soffre: i rendimenti sono tornati a salire con decisione, e non solo per colpa del petrolio. Nel mezzo, un vertice a Washington tra Trump e Xi Jinping che promette più di quanto per ora abbia mantenuto, e un’asta BTP che dimostra come gli italiani continuino ad avere fame di titoli di Stato, anche a rendimenti più alti. Andiamo con ordine.

Geopolitica & Energia

Il petrolio arretra sull’ipotesi di un’intesa su Hormuz, l’Europa scopre il problema del cherosene, Eni mette un tetto ai prezzi

Le tensioni nel Golfo e nel Mar Rosso restano irrisolte, ma la settimana si chiude con una novità: nel finale ha preso corpo l’ipotesi di un’intesa mediata dalle Nazioni Unite tra Washington e l’Iran proprio su Hormuz, anche se Teheran ha per ora respinto la proposta e nel weekend si sono registrati nuovi attacchi Houthi contro l’Arabia Saudita. Il solo annuncio è bastato a raffreddare i prezzi: il WTI ha ceduto -7,9% nella settimana, tornando sotto quota 93 dollari al barile dopo aver sfiorato i 108 dollari pochi giorni prima. In Europa il gas al TTF si muove tra 73,7 e 77 euro/MWh.

Una conseguenza meno raccontata riguarda il cherosene: il comparto aereo europeo affronta un deficit strutturale di jet fuel stimato in 510mila barili al giorno, con le scorte nel polo di Amsterdam-Rotterdam-Anversa ai minimi pluriennali. Sul fronte dei consumatori, Eni ha introdotto un tetto provvisorio di 30 giorni ai prezzi alla pompa: 1,99 €/litro per la benzina e 2,19 €/litro per il diesel.

Vale la pena ricordare che uno shock energetico di questo tipo tende ad avere un effetto una tantum sull’inflazione: una volta che il prezzo si stabilizza, anche a un livello più alto, l’impatto diretto sui prezzi tende ad attenuarsi. Il rapido ripiegamento di questa settimana, comunque, resta legato a un’ipotesi diplomatica ancora tutta da confermare: il petrolio, dal 2026, ci ha abituato a muoversi in fretta in entrambe le direzioni.

Fonte: Ansa, Sky TG24, Milano Finanza, Il Fatto Quotidiano, Consultique – Osservatorio sui mercati (dati Bloomberg), 22-26 settembre 2026


Obbligazionario

I rendimenti tornano a salire ovunque. Il BTP Green va a ruba nonostante tutto

Dopo i rialzi della scorsa settimana da parte di Fed (al 3,75%-4,00%), Bank of Japan (all’1,25%) e la conferma della BCE al 2,50%, il mercato obbligazionario resta il vero protagonista di settembre. Negli Stati Uniti il Treasury decennale ha toccato i massimi dal 2007, mentre il titolo a sette anni si è avvicinato ai livelli del 2009. Le aste di Treasury a lunga scadenza hanno raccolto una domanda debole, e l’indice Bloomberg Global Aggregate Treasuries è salito al livello di rendimento più alto degli ultimi vent’anni.

Petrolio e bond, un legame più discusso di quanto sembri. Sul Wall Street Journal, James Mackintosh osserva che il mercato obbligazionario potrebbe star dando troppo peso ai movimenti del greggio: uno shock petrolifero dovrebbe avere un effetto una tantum sull’inflazione, non giustificare da solo un rialzo dei rendimenti a lunga scadenza. Vítor Constâncio, ex vicepresidente della BCE, è ancora più netto: “non ha senso che ciò che accade oggi al petrolio debba influenzare il decennale”. Amy Xie Patrick, di Pendal Group, offre una lettura diversa: alla luce di un’inflazione ancora vischiosa e di un mercato del lavoro che non rallenta, il comportamento dei rendimenti resterebbe comunque razionale rispetto ai fondamentali.

Fonte: Websim, che riporta analisi di Wall Street Journal, 26 settembre 2026

Alla chiusura di venerdì, il Treasury USA a 10 anni si porta al 5,16%, il Bund tedesco a 10 anni al 3,60%, il BTP decennale al 4,51%, con lo spread BTP-Bund a 91 punti. Il mercato inizia inoltre a prezzare la possibilità di ulteriori rialzi: la probabilità implicita di un nuovo aumento della Fed entro la riunione del 28 ottobre è salita a circa il 64%, quella di un rialzo BCE nella stessa finestra al 41%. Sul mercato primario, il nuovo BTP Green 2038 ha comunque raccolto richieste per oltre 110 miliardi di euro a fronte di 8 miliardi collocati, con un rendimento lordo del 4,492%: un segnale di domanda che, nonostante il contesto di tassi più alti, resta solida.


Azionario & Wall Street

AMD supera i mille miliardi, Washington e Pechino si parlano (per ora senza svolte)

Mentre l’obbligazionario soffre, l’azionario tiene bene, ma non tutto allo stesso modo. L’indice MSCI All Countries segna solo un lieve calo da inizio mese, il Nasdaq 100 è tornato sui massimi storici, e il tema dell’intelligenza artificiale resta la locomotiva del mercato: l’indice Philadelphia Semiconductor guadagna l’8,5% da inizio mese, e Advanced Micro Devices ha raggiunto per la prima volta una capitalizzazione di 1.000 miliardi di dollari. Nello stesso filone, SoftBank ha collocato un’obbligazione da 11,1 miliardi di dollari per finanziare i propri investimenti in OpenAI, mentre Meta è balzata sul lancio di Muse, il suo nuovo agente AI, e Oracle ha invece perso il 7% nella settimana dopo aver invocato la forza maggiore per possibili ritardi nella costruzione di grandi data center.

Sotto la superficie dei record, però, l’ampiezza del mercato resta debole: il progresso degli indici è concentrato in un pugno di grandi nomi della tecnologia, mentre buona parte del listino, a partire dalle small cap, è rimasta indietro. La volatilità, misurata dal Vix, resta comunque contenuta, poco sotto i 15 punti.

Sul fronte geopolitico, il vertice a Washington tra i presidenti di Stati Uniti e Cina non ha prodotto la svolta sperata: alla fine è arrivata solo una proroga di due mesi dell’intesa sui dazi, non l’accordo più ampio che alcuni si attendevano. Secondo il rappresentante USA per il Commercio, Jamieson Greer, restano comunque aperti margini di lavoro sulla gestione degli scambi commerciali.

Un mercato azionario che ignora un obbligazionario in tensione non è la norma. Vale la pena tenerlo d’occhio: di solito, quando le due asset class raccontano storie troppo diverse per troppo tempo, una delle due finisce per adeguarsi all’altra.

Fonte: Websim, Ansa, Il Post, CNBC, Consultique – Osservatorio sui mercati (dati Bloomberg), 23-26 settembre 2026


Giappone, Valute & Oro

Tokyo richiama i capitali in patria, l’oro si prende una pausa dopo i record

Dopo il rialzo dei tassi della scorsa settimana, il Ministero delle Finanze giapponese ha spinto gli investitori istituzionali, incluso il colossale fondo pensione pubblico GPIF (1.800 miliardi di dollari in gestione), a valutare un maggior peso verso gli asset domestici per sostenere yen e titoli di Stato. Il cambio EUR/USD ha chiuso la settimana a 1,1391, in calo dello 0,8% nei cinque giorni e del 3% da inizio anno.

L’oro spot, dopo aver toccato in settimana un nuovo record a 4.383 dollari l’oncia, ha chiuso in ripiegamento: -2,1% nella settimana, che riporta la performance da inizio anno in territorio leggermente negativo. Un movimento che non cambia il quadro di fondo: tra i compratori più attivi resta la Cina, che nei primi otto mesi dell’anno ha destinato 158,8 miliardi di dollari all’acquisto di oltre 1.000 tonnellate d’oro, continuando a diversificare le riserve rispetto al dollaro. Il Bitcoin, dal canto suo, ha guadagnato il 3,4% nella settimana, portandosi in area 84.000 dollari, pur restando sotto i massimi dell’anno.


Italia & Corporate

Confindustria alza le stime sul Pil, Tronchetti Provera rafforza la presa su Pirelli

Il Centro Studi Confindustria ha rivisto al rialzo le stime sul PIL italiano 2026, portandole a +0,8% dal precedente +0,5%, grazie alla buona performance dei primi due trimestri. Resta però l’attesa di un rallentamento nella parte finale dell’anno, legato al caro energia e alla fine del ciclo di spesa del PNRR.

Sul fronte corporate, Marco Tronchetti Provera, tramite Camfin Alternative Assets, ha acquistato un ulteriore 3,34% di Pirelli, salendo al 29,9% del capitale e rafforzando il controllo sul gruppo.


I Numeri della Settimana

Performance da inizio anno al 25 settembre 2026

Asset ClassDa inizio anno
Petrolio WTI+60,90%
Indice generale commodities+32,60%
Nikkei 225 (Giappone)+29,16%
Nasdaq Composite (USA)+15,36%
FTSE MIB (Italia)+14,68%
FTSE Italia All Share+13,58%
MSCI World (in USD)+13,30%
S&P 500 (USA)+11,31%
EuroStoxx 50 (Europa)+8,10%
Oro Spot-0,80%
Cambio EUR/USD-3,00%
Bitcoin-4,10%
Yen Giapponese (EUR/JPY)-1,71%
Obbligazionario Governativo USD-2,30%
Obbligazionario Governativo Euro-3,10%

Dati aggiornati al 25 settembre 2026 in valuta locale. Fonte: elaborazione su dati Il Sole 24 Ore, Milano Finanza e Consultique – Osservatorio sui mercati (dati Bloomberg).

Il quadro di questa settimana racconta uno stallo interessante. L’azionario, spinto dal tema dell’intelligenza artificiale, non sembra conoscere battute d’arresto. L’obbligazionario, al contrario, continua a soffrire sotto il peso di rendimenti in salita e di un’inflazione che fatica a rientrare. Dietro l’angolo, tra l’altro, ci sono le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti: un appuntamento che i mercati guardano sempre con attenzione, perché può ridisegnare i rapporti di forza tra Casa Bianca e Congresso e, con essi, la capacità di portare avanti l’agenda economica dei prossimi due anni.

In un contesto così, pianificazione e gestione del rischio contano più del solito. Non mi sembra il momento di liquidare le posizioni azionarie: il tema di fondo resta solido, per quanto vada seguito senza distrazioni. Mi sembra invece il momento di abbassare il rischio nella parte obbligazionaria, puntando sulla semplicità: strumenti a duration contenuta, indicativamente tra i 3 e i 5 anni, affiancati da una componente a tasso variabile, che si adegua naturalmente ai rialzi senza richiedere di indovinare il momento giusto per muoversi.

L’oro resta, come sempre, una componente strutturale del portafoglio, non tattica: il ripiegamento di questa settimana, dopo i massimi storici toccati pochi giorni fa, non cambia questa valutazione. Sempre più spesso lo stesso vale per il Bitcoin, che in un numero crescente di portafogli trova posto come ulteriore elemento di diversificazione, con la stessa logica: componente strutturale, non scommessa sul momento giusto per entrare.

Come sempre, sono a disposizione per parlarne.

Marco Zanin

Questa lettera è uno strumento di aggiornamento e riflessione, redatta sulla base delle principali fonti economiche della settimana (Il Sole 24 Ore, Milano Finanza, Italia Oggi, The Wall Street Journal, Websim, Consultique – Osservatorio sui mercati). Non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Le valutazioni espresse rappresentano un’interpretazione del contesto attuale e non previsioni sui mercati.