Skip to main content Scroll Top
31

Lettera Settimanale1 Agosto 2026

Tutti stiamo cercando Itaca. Ulisse ci ha messo dieci anni. I mercati sperano di fare prima.

In questi giorni nei cinema italiani c’è l’Odissea di Christopher Nolan: Matt Damon nei panni di Ulisse, un eroe che sa dove vuole andare ma non riesce ad arrivarci, tra sirene, ciclopi e dèi capricciosi che cambiano le carte in tavola a ogni scena. Guardando le notizie di questa settimana, il parallelo viene quasi spontaneo.

Undici notti consecutive di raid americani sull’Iran. Missili verso la Giordania. Un drone sul porto egiziano di Damietta. La Fed che lascia i tassi fermi ma con tre voti contrari, il livello di dissenso interno più alto dal 2016. Il PIL americano che rallenta all’1,5%. Meta che crolla sul flusso di cassa. E il Nasdaq che chiude la settimana in rialzo del 2,78%. Anche i mercati, come Ulisse, stanno cercando la strada di casa. Ma la rotta non è ancora chiara.

Geopolitica

Il conflitto si espande: dall’Iran all’Egitto, passando per la Giordania

Il CENTCOM ha comunicato di aver condotto l’undicesima serata consecutiva di attacchi contro obiettivi militari iraniani, colpendo centri operativi, basi missilistiche, risorse navali e infrastrutture logistiche. L’obiettivo dichiarato è ridurre la capacità dell’Iran di minacciare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Il problema è che il conflitto non sta restando confinato al Golfo.

Nella notte tra lunedì e martedì i Pasdaran hanno lanciato missili balistici contro la base americana di Azraq in Giordania. Il CENTCOM ha dichiarato di averli intercettati tutti con successo. L’Iran ha poi rivendicato attacchi contro la Quinta Flotta USA in Bahrein e contro depositi di carburante americani in Oman. Nel frattempo un drone ha colpito il porto egiziano di Damietta, portando per la prima volta la minaccia fuori dall’area del Golfo e verso il Canale di Suez.

La progressiva estensione geografica del conflitto è la novità più rilevante di questa settimana. Finché gli scontri restavano confinati allo Stretto di Hormuz, il rischio era circoscritto. Con droni che colpiscono porti egiziani e missili che puntano alla Giordania, lo scenario cambia di natura. Il Canale di Suez gestisce circa il 12% del commercio marittimo mondiale: qualsiasi interruzione avrebbe effetti molto più ampi di Hormuz.

Fonte: Il Sole 24 Ore, 28-31 luglio 2026

Sul fronte energetico, il Brent ha oscillato tra gli 84 e i 95 dollari nel corso della settimana, chiudendo intorno ai 93 dollari. Gli Houthi hanno annunciato l’intenzione di imporre un sistema tariffario per il transito nel Mar Rosso, una mossa che, se confermata, trasformerebbe uno dei corridoi marittimi più strategici del mondo in una fonte di finanziamento per attività belliche.


Politica Monetaria

La Fed lascia i tassi fermi. Ma tre governatori votano per alzarli subito

Il 29 luglio la Federal Reserve ha confermato i tassi nel corridoio 3,50-3,75%, come previsto dalla quasi totalità degli analisti. La decisione era attesa, ma il comunicato e il voto hanno riservato una sorpresa significativa: tre dei dodici governatori con diritto di voto hanno votato per un rialzo immediato di 25 punti base. Si tratta di Beth Hammack della Fed di Cleveland, Neel Kashkari di Minneapolis e Lorie Logan di Dallas. È il livello di dissenso interno più alto dal 2016.

Warsh in conferenza stampa si è mostrato cauto ma fermo: ha ribadito l’obiettivo “inflessibile” del 2% di inflazione, avvertendo che la Fed valuterà i prossimi dati prima di decidere, senza impegnarsi su un percorso predefinito. Sul mercato obbligazionario, i rendimenti dei Treasury hanno reagito: il trentennale americano ha toccato il 5,10%, i livelli più alti da anni.

Tre voti contrari su dodici non sono la maggioranza, ma sono un segnale da non sottovalutare. Significa che una parte crescente del comitato ritiene che aspettare ancora sia rischioso. Se nei prossimi mesi l’inflazione energetica dovesse consolidarsi a causa del conflitto, la pressione interna per agire aumenterà rapidamente. I mercati prezzano già un rialzo a settembre con probabilità elevata. Il Treasury trentennale al 5,10% riflette esattamente questa aspettativa.

Fonte: Milano Finanza e Il Sole 24 Ore, 29-30 luglio 2026


Macroeconomia

PIL USA rallenta all’1,5%. L’Italia batte le attese con +0,2% nel trimestre

Il Bureau of Economic Analysis americano ha pubblicato i dati del PIL del secondo trimestre: l’economia USA è cresciuta a un tasso annualizzato dell’1,5%, in rallentamento rispetto al 2,1% del trimestre precedente e sotto le attese degli analisti. A pesare è stata la frenata dei consumi delle famiglie, in parte compressa dalla pressione dei prezzi energetici, e la riduzione della spesa pubblica. Gli investimenti e le esportazioni hanno invece contribuito positivamente.

In controtendenza rispetto all’economia americana, l’Italia ha registrato una crescita del PIL dello 0,2% nel secondo trimestre, portando le stime per l’intero 2026 verso l’1%, un risultato definito dal governo superiore alle aspettative. Non è una crescita robusta, ma in un contesto di tensioni energetiche e tassi in salita, è un segnale che l’economia italiana sta reggendo meglio di quanto molti analisti temessero.


Trimestrali

Microsoft vola, Meta crolla. La stagione degli utili AI a due velocità

La settimana ha portato due delle trimestrali più attese della stagione, con esiti opposti. Microsoft ha convinto il mercato con risultati solidi, sostenuti dalla crescita del cloud e dei servizi AI integrati nei propri prodotti: il titolo ha guadagnato in borsa e ha trainato il Nasdaq nella seduta successiva alla pubblicazione. Meta ha invece deluso pesantemente: nonostante ricavi in crescita, il flusso di cassa libero è crollato del 91% rispetto al trimestre precedente, schiacciato dagli investimenti massicci nell’AI e nei data center. Il titolo ha perso terreno in modo significativo.

I risultati di Apple e Amazon sono arrivati la sera del 30 luglio, a chiusura dei mercati. Le reazioni del mercato si vedranno nella prossima settimana.

Il contrasto tra Microsoft e Meta racconta una storia precisa: investire nell’AI non è sufficiente, conta come e quando quegli investimenti generano valore per gli azionisti. Microsoft sta monetizzando l’AI integrando Copilot nei propri servizi cloud, con risultati visibili già ora. Meta sta costruendo un’infrastruttura molto più ambiziosa, con costi enormi nel presente e benefici ancora da dimostrare. I mercati stanno iniziando a premiare chi ha risposte concrete, non chi ha solo promesse.

Fonte: Milano Finanza, 30-31 luglio 2026


I Numeri della Settimana

Performance da inizio anno

Asset ClassDa inizio anno
Nikkei (Giappone)+29,0%
MSCI Mercati Emergenti+20,3%
FTSE MIB (Italia)+19,6%
Nasdaq 100+12,4%
Eurostoxx 50+12,4%
MSCI World+10,5%
S&P 500+10,1%
Petrolio WTI+47,5%
Bitcoin-28,2%
Oro-6,3%
Euro/Dollaro-1,9%

Dati al 31 luglio 2026 in valuta locale. Fonte: Bloomberg, elaborazione Consultique SCF e Tekta SCF.

Con questa lettera chiudiamo luglio, un mese che resterà difficile da dimenticare. Undici notti di raid, il conflitto che si allarga verso l’Egitto, la Fed divisa al suo interno, il PIL americano che rallenta, Meta che brucia cassa. Eppure il Nasdaq chiude la settimana in rialzo. E il FTSE MIB chiude luglio sopra i 52.000 punti.

Nell’Odissea di Nolan, Ulisse sa benissimo dove vuole arrivare. Il problema non è la destinazione, è la navigazione: ogni volta che sembra di aver trovato la rotta giusta, si materializza un nuovo ostacolo. I mercati funzionano allo stesso modo. La destinazione, per chi investe, è chiara: costruire nel tempo un patrimonio che serva gli obiettivi di vita. La navigazione, invece, richiede pazienza, struttura e la capacità di non cambiare rotta a ogni tempesta.

Come sempre, sono a disposizione per parlarne.

Marco Zanin

Questa lettera è uno strumento di aggiornamento e riflessione, redatta sulla base delle principali fonti economiche della settimana (Il Sole 24 Ore, Milano Finanza, Italia Oggi, The Wall Street Journal). Non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Le valutazioni espresse rappresentano un’interpretazione del contesto attuale e non previsioni sui mercati.

Post Correlati