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Questa settimana ha messo in fila eventi che, singolarmente, sarebbero già stati rilevanti. Insieme disegnano uno scenario che merita attenzione, non allarme. Come sempre, il mio tentativo è aiutarti a guardare oltre i titoli.

Energia & Geopolitica

Lo Stretto di Hormuz: perché riguarda anche noi

Il blocco dello Stretto di Hormuz è la notizia dominante di queste settimane. Prima della crisi, attraverso quel passaggio transitava circa un quinto della produzione mondiale di petrolio. Oggi il traffico si è ridotto a una frazione di quel volume, e le conseguenze si sono fatte sentire rapidamente sui mercati.

Il Brent ha toccato 126 $/barile il 30 aprile, il livello più alto dal 2022, per poi ritracciare leggermente. Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le previsioni per il quarto trimestre 2026 a 90 dollari nel suo scenario base. In uno scenario più avverso, il Brent potrebbe avvicinarsi ai 120 dollari. Societe Generale parla di un mercato diventato “strutturalmente più rigido, più fragile e altamente sensibile a ulteriori shock”.

Una cosa utile da capire: il petrolio è una commodity globale — se una quota rilevante dell’offerta mondiale sparisce, il prezzo sale per tutti. Non è un problema di “navi che non arrivano”, ma di un’asta globale che improvvisamente diventa molto più costosa.
Fonti: Il Sole 24 Ore, Milano Finanza, Goldman Sachs citato da Milano Finanza

Il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che il suo scenario centrale presuppone una normalizzazione del petrolio nella seconda metà del 2026. Nonostante la crisi energetica, il Ftse Mib ha chiuso aprile con un rialzo di oltre l’8%, trainato da tecnologici, utility e credito.


Mercati Energetici

Gli Emirati lasciano l’OPEC: un segnale da non sottovalutare

Il 1° maggio gli Emirati Arabi Uniti hanno ufficializzato l’uscita dall’OPEC. È una delle fratture più significative nella storia del cartello: gli UAE dispongono di una delle maggiori capacità produttive inutilizzate del gruppo.

La mossa segnala una volontà di agire con più autonomia, senza i vincoli del sistema delle quote OPEC, e un avvicinamento strategico agli Stati Uniti in campo energetico.

Il cartello che per decenni ha coordinato la produzione mondiale di petrolio si incrina proprio quando servirebbe più disciplina. Non è detto che questo si traduca nell’immediato in un calo dei prezzi, ma rende il mercato energetico strutturalmente meno prevedibile.


Politica Monetaria

La BCE di fronte a un dilemma difficile

Il 30 aprile la BCE ha confermato i tassi fermi al 2%, all’unanimità. Christine Lagarde ha detto che “so in che direzione stiamo andando”, senza specificarla, e che a giugno ci saranno dati sufficienti per decidere.

L’inflazione nell’Eurozona ad aprile è salita al 3% (dal 2,6% di marzo), tutta spinta dai prezzi energetici. In Italia il dato è a +2,8% annuo, con la componente energia a +9,5%. La crescita dell’Eurozona nel primo trimestre è stata appena dello 0,1%.

I mercati danno per quasi certa una stretta a giugno. L’Euribor si è mosso al rialzo, e chi ha un mutuo a tasso variabile lo ha già visto nelle rate. Chi ha liquidità o obbligazioni a breve scadenza vive un momento in cui le cedole tornano ad avere senso reale.
Fonti: Il Sole 24 Ore, Milano Finanza — riunione BCE 30 aprile 2026


Economia Globale

Il mondo si riorganizza: cosa cambia per i mercati

USA e UE hanno annunciato una cooperazione sui minerali critici e le terre rare — materiali fondamentali per batterie, chip, pannelli solari e motori elettrici. La Cina raffina oggi il 92% delle terre rare mondiali: ridurre quella dipendenza è diventata una priorità strategica.

Il 1° maggio è entrato in vigore l’accordo commerciale tra UE e paesi del Mercosur. Si è fatto aspettare vent’anni. I suoi effetti concreti si vedranno nel tempo, ma cambia le regole del gioco commerciale su scala continentale.

Il tema di fondo è uno: il mondo si sta dividendo in blocchi commerciali e strategici. Questo cambia le catene di approvvigionamento, i flussi di capitale e, nel tempo, le opportunità di investimento.


La sensazione di questa settimana è che i mercati stiano iniziando a fare i conti con qualcosa di diverso: non una crisi da aspettare che passi, ma un cambio di equilibri con carattere potenzialmente più duraturo.

In momenti così, la cosa più utile che posso fare per chi mi affida il suo patrimonio è aiutarlo a non reagire ai titoli dei giornali, ma a capire cosa cambia davvero e cosa invece rimane stabile.

Come sempre, sono a disposizione per parlarne.

Marco Zanin


Questa lettera è uno strumento di aggiornamento e riflessione, redatta sulla base delle principali fonti economiche della settimana (Il Sole 24 Ore, Milano Finanza, analisi istituzionali). Non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata.

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