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Lettera Settimanale  ·  Settimana 19  ·  8 Maggio 2026

Una settimana sospesa tra
diplomazia e incertezza

Una lettura di cinque minuti sui mercati e su quello che li muove

Questa settimana i mercati hanno vissuto oscillazioni brusche, non per ragioni economiche, ma per le parole — e i silenzi — di due presidenti. È accaduto qualcosa di raro: il petrolio ha perso oltre il 10% in pochi giorni, poi ha recuperato. Le borse hanno festeggiato, poi esitato. Tutto in attesa di una risposta che, mentre scrivo, non è ancora arrivata.

Geopolitica

Iran e USA: siamo vicini a un accordo — ma non ancora

Il tema dominante della settimana è sempre lo stesso: lo Stretto di Hormuz e il negoziato tra Washington e Teheran. Ma questa settimana qualcosa si è mosso davvero.

Trump ha sospeso temporaneamente il “Project Freedom” — la missione militare americana di scorta alle navi commerciali nel Golfo — dichiarando che sono stati compiuti “grandi progressi” verso un accordo. Sul tavolo ci sarebbe un memorandum in 14 punti: l’Iran si impegnerebbe a una moratoria sul programma nucleare e alla riapertura dello Stretto, gli USA in cambio revocherebbero le sanzioni e sbloccherebbero miliardi di dollari di fondi congelati. I negoziati si tengono a Islamabad con la mediazione del Pakistan.

I mercati hanno reagito immediatamente: il Brent è crollato di quasi l’8% in una sola seduta, scendendo sotto i 102 dollari al barile, mentre la Borsa di Milano ha guadagnato il 2,3% e Wall Street ha aggiornato nuovi massimi storici. Una risposta che la dice lunga su quanto le tensioni energetiche stessero pesando sul sentiment degli investitori.

Fonte: Il Sole 24 Ore, 6 maggio 2026

La realtà, però, è ancora molto fluida. L’Iran non ha ancora accettato la proposta americana: alcune clausole restano “inaccettabili” secondo Teheran, e nelle stesse ore in cui si parlava di accordo le forze americane e iraniane si sono scontrate nello Stretto. Trump ha definito l’episodio un “colpetto”, ribadendo che la tregua resta in vigore — ma la situazione rimane instabile.

La Francia ha dichiarato di essere pronta a guidare una missione internazionale per garantire la sicurezza di Hormuz non appena la guerra finirà. L’Italia, con il ministro Tajani, si è detta disponibile a partecipare. È un segnale che i governi europei stanno iniziando a pianificare un “dopo”, anche prima che il conflitto sia formalmente concluso.

Una cosa utile da tenere a mente: i mercati in questa fase stanno prezzando le speranze, non i fatti. Ogni dichiarazione ottimista di Trump produce rally, ogni smentita iraniana produce correzioni. Finché non ci sarà una firma su un documento, questa volatilità continuerà.


Energia

Il petrolio scende, ma le scorte globali preoccupano

Il Brent ha aperto la settimana sopra i 110 $/barile, per poi crollare sotto i 102 dollari mercoledì sulle notizie diplomatiche, chiudendo venerdì intorno agli stessi livelli — segnando comunque una perdita settimanale significativa.

Il calo è una buona notizia nel breve termine. Ma Goldman Sachs avverte che le scorte globali di petrolio sono ai minimi da otto anni: anche con una riapertura di Hormuz domani mattina, i depositi potrebbero toccare i “livelli minimi operativi” entro giugno. Ricostruire le scorte richiede mesi, non giorni.

È la differenza tra il prezzo di oggi e il rischio di domani. I mercati festeggiano il -10% del petrolio, ma chi guarda più lontano sa che la fragilità strutturale dell’offerta energetica globale non è cambiata. L’eventuale accordo aprirebbe lo Stretto, ma non riporterebbe istantaneamente le scorte alla normalità.

Fonte: Milano Finanza, analisi settimana 4-8 maggio 2026


Mercati

Borse tra euforia e cautela: Wall Street ai massimi, l’oro non scende

È stata una settimana a due velocità. Mercoledì e giovedì, sulle notizie del possibile accordo, i mercati azionari hanno festeggiato: Milano ha guadagnato il 2,3% in una sola seduta, Wall Street ha aggiornato i massimi storici sia per il Nasdaq che per l’S&P 500. Venerdì, con lo stallo ancora irrisolto, gli stessi mercati si sono fermati.

Da segnalare la performance di Prysmian, che ha guidato il Ftse Mib venerdì sull’onda della domanda legata a reti elettriche, data center e intelligenza artificiale: un segnale che, al di là della geopolitica, i grandi temi strutturali della transizione energetica e del digitale continuano a premiare chi vi è esposto.

L’oro ha chiuso la settimana a 4.720 $/oncia, con un guadagno settimanale del 2% nonostante il miglioramento del sentiment. Il fatto che non scenda — nemmeno nelle giornate di ottimismo — racconta qualcosa di importante.

L’oro che sale mentre le borse festeggiano non è una contraddizione: è un segnale di cautela. Chi compra oro in questa fase sta dicendo che l’accordo non è ancora certo, e che non vuole farsi trovare scoperto se la situazione dovesse deteriorarsi di nuovo.

Fonte: Il Sole 24 Ore, 8 maggio 2026


Macroeconomia

L’Europa rallenta: i dati PMI confermano la pressione

I più recenti indici PMI segnalano la prima battuta d’arresto del settore privato europeo dal 2024, accompagnata da un forte aumento dei prezzi di vendita. È la combinazione che gli economisti temono di più: crescita che rallenta e inflazione che non cede.

In Italia, il PIL 2026 è stato rivisto al ribasso tra lo 0,7% e lo 0,75%. L’inflazione ad aprile si è attestata al 2,8%, con la componente energia in forte rialzo. La BCE ha già aperto alla possibilità di un rialzo dei tassi a giugno, e i mercati lo considerano ormai lo scenario più probabile.

Per chi ha un mutuo a tasso variabile, o per chi deve pianificare un finanziamento nei prossimi mesi, è una variabile concreta da tenere in conto. Per chi invece detiene liquidità o obbligazioni a breve scadenza, un ulteriore rialzo dei tassi europei significa cedole ancora più interessanti.

Fonte: Il Sole 24 Ore e Milano Finanza, analisi settimanale

Sullo sfondo rimane il tema del debito globale, che ha raggiunto il record di 353 trilioni di dollari. Non è un rischio immediato, ma è una variabile che i mercati obbligazionari inizieranno a prezzare con più attenzione se le tensioni energetiche dovessero prolungarsi.


La sensazione di questa settimana è quella di trovarsi in una sala d’attesa: tutti sanno che qualcosa sta per cambiare, ma nessuno sa ancora esattamente quando e in quale direzione. I mercati scommettono sulla pace, l’oro scommette sulla prudenza. Entrambi potrebbero avere ragione — in momenti diversi.

In situazioni di questo tipo, la cosa più utile che posso fare è ricordare che un portafoglio ben costruito non ha bisogno di indovinare l’esito di un negoziato diplomatico per funzionare. È costruito proprio per resistere all’incertezza — e, quando si dirada, per beneficiarne.

Come sempre, sono a disposizione per parlarne.

 

Marco Zanin

Questa lettera è uno strumento di aggiornamento e riflessione, redatta sulla base delle principali fonti economiche della settimana (Il Sole 24 Ore, Milano Finanza). Non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Le valutazioni espresse rappresentano un’interpretazione del contesto attuale e non previsioni sui mercati.

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