Lettera Settimanale · Settimana 23 · 5 Giugno 2026
La settimana in cui i mercati
hanno smesso di fare finta
Una lettura di cinque minuti sui mercati e su quello che li muove
Dopo settimane in cui i mercati sembravano voler guardare oltre le tensioni geopolitiche, questa settimana i conti sono arrivati tutti insieme: un missile iraniano in Kuwait, il Nasdaq in correzione, il PIL europeo rivisto in territorio negativo, il Bitcoin in caduta libera. Non è una crisi, ma è la fine di una fase di ottimismo che forse era corsa troppo avanti rispetto alla realtà.
Geopolitica & Energia
Escalation in Kuwait: i negoziati si complicano
La notizia che ha cambiato il tono della settimana è arrivata dal Kuwait: un missile balistico iraniano ha colpito una base aerea dove erano presenti soldati americani, causando cinque feriti. È un segnale che, mentre a Doha si tratta, sul campo si continua a sparare e che la distanza tra la diplomazia e la realtà militare rimane molto ampia.
L’Iran ha sospeso i negoziati indiretti con Washington, citando le operazioni israeliane in Libano come pretesto. Teheran ha anche minacciato la chiusura completa non solo di Hormuz ma anche dello Stretto di Bab el-Mandeb un altro passaggio marittimo cruciale che collega il Mar Rosso all’Oceano Indiano. Se questa minaccia si concretizzasse, le conseguenze per le catene di approvvigionamento globali sarebbero ancora più gravi di quanto già non siano.
Il Brent si è stabilizzato intorno ai 93-98 $/barile, in calo rispetto ai picchi delle settimane precedenti, ma l’AIE avverte che dopo 100 giorni di conflitto le scorte globali sono ormai vicine ai minimi operativi. Alcuni analisti non escludono un ritorno verso i 150 dollari al barile se i transiti estivi non venissero ripristinati. È uno scenario estremo, ma non impossibile.
Fonte: Il Sole 24 Ore, 1-5 giugno 2026
Macroeconomia
L’Europa è in contrazione. Gli USA assumono ancora — e questo complica tutto
Questa settimana è arrivato un dato che merita attenzione: il PIL dell’Eurozona nel primo trimestre 2026 è stato rivisto a -0,2%, in territorio negativo. Non era così nella stima precedente, che indicava una crescita simbolica dello 0,1%. Tecnicamente non è ancora recessione per definirla tale servono due trimestri consecutivi di contrazione ma è un segnale che l’economia europea sta cedendo sotto il peso dello shock energetico e dei tassi elevati.
Nel frattempo, l’inflazione nell’Eurozona a maggio è salita al 3,2%, con la componente di fondo che accelera al 2,5%. Questi dati rendono quasi certo un rialzo dei tassi da parte della BCE nella riunione dell’11 giugno. Il mercato lo ha già scontato: i titoli bancari e assicurativi hanno sofferto questa settimana, mentre i rendimenti obbligazionari sono saliti.
Dall’altra parte dell’Atlantico il quadro è opposto: a maggio negli USA sono stati creati 172.000 nuovi posti di lavoro circa il doppio delle attese. Un dato positivo per l’economia reale, ma che paradossalmente preoccupa i mercati: un lavoro così solido toglie alla Fed qualsiasi pressione per tagliare i tassi, e gli swap di mercato danno ora per certa almeno una stretta entro fine anno. La prima riunione di Kevin Warsh alla guida della Fed, a metà giugno, sarà seguita con grande attenzione.
Fonte: Il Sole 24 Ore e Milano Finanza, 5 giugno 2026
La divergenza tra un’Europa in contrazione e gli USA che crescono e assumono pone una sfida concreta a chi investe: le due aree si muovono a velocità diverse, con banche centrali che potrebbero andare in direzioni opposte nei prossimi mesi. Un contesto che rende ancora più importante la diversificazione geografica all’interno di un portafoglio.
Mercati
Nasdaq in correzione dopo nove settimane di rialzi. Broadcom delude, STM sorprende
Dopo nove settimane consecutive di rialzi, il Nasdaq ha registrato tre sedute consecutive in rosso, cedendo circa il 4%. La scintilla è stata Broadcom: il produttore di chip ha comunicato previsioni sui ricavi legati all’intelligenza artificiale inferiori alle attese, e il titolo è crollato del 13% in una seduta. In un mercato che aveva scommesso tutto sulla crescita dell’AI, una guidance deludente da un grande del settore basta per innescare vendite a catena.
Piazza Affari ha chiuso la settimana sotto i 50.000 punti, con STMicroelectronics e Prysmian tra i titoli più colpiti dal sell-off tech. In controtendenza rispetto al trend globale, STM aveva però rivisto al rialzo i ricavi legati ai data center per il 2026 e raddoppiato le previsioni per il 2027, segnale che non tutti i capitoli della storia dei semiconduttori sono chiusi.
Una correzione del 4% dopo nove settimane di rialzi non è una catastrofe, è fisiologia. I mercati non salgono in linea retta, e i realizzi dopo una fase di guadagni consistenti sono normali. Il punto da osservare nelle prossime settimane è se questa correzione rimarrà contenuta oppure se i dati macro PIL europeo negativo, inflazione ostinatamente alta finiranno per pesare più degli utili aziendali sulle valutazioni.
Fonte: Il Sole 24 Ore, 5 giugno 2026
Mercati — Focus Cripto
Bitcoin -15% in sette giorni: quando la fiducia si incrina
Il Bitcoin ha vissuto la sua settimana peggiore dall’autunno 2022, perdendo oltre il 15% e avvicinandosi alla soglia dei 60.000 dollari. Tre eventi si sono sovrapposti: Strategy la società di Michael Saylor diventata famosa per le sue enormi riserve di Bitcoin ha venduto una piccola parte delle proprie posizioni per finanziare dividendi, innescando preoccupazioni sulla solidità dei grandi detentori istituzionali. Gli ETF Bitcoin hanno registrato quasi 4 miliardi di dollari di deflussi in 12 sessioni. E il trasferimento di oltre 10.000 Bitcoin da parte di Mt. Gox la storica piattaforma fallita nel 2014, che si prepara a rimborsare i creditori ha spaventato gli algoritmi di trading, generando ondate di vendite automatiche.
Il Bitcoin è uno strumento ad alta volatilità, e questa settimana lo ha dimostrato in modo molto netto. Cali del 15% in sette giorni non sono rari nella sua storia sono parte della sua natura. Chi lo include in portafoglio con un peso contenuto e consapevole sa già che queste oscillazioni fanno parte del gioco. Chi invece vi si avvicina senza questa consapevolezza rischia di prendere decisioni affrettate nei momenti sbagliati, sia in salita che in discesa. La volatilità non è necessariamente un difetto ma va compresa prima di essere accettata.
Questa settimana ha rimesso le cose nella giusta prospettiva. Le settimane precedenti i mercati avevano corso sull’ottimismo diplomatico, quasi ignorando i dati macro. Questa settimana i dati si sono fatti sentire: PIL europeo negativo, inflazione che non scende, mercato del lavoro americano che non lascia spazio ai tagli dei tassi.
Non è il momento di allarmarsi, ma è il momento di non abbassare la guardia. I portafogli costruiti bene reggono queste fasi non perché le ignorano, ma perché sono stati progettati proprio per attraversarle.
Come sempre, sono a disposizione per parlarne.
Marco Zanin
Questa lettera è uno strumento di aggiornamento e riflessione, redatta sulla base delle principali fonti economiche della settimana (Il Sole 24 Ore, Milano Finanza, Italia Oggi, The Wall Street Journal). Non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Le valutazioni espresse rappresentano un’interpretazione del contesto attuale e non previsioni sui mercati.








