
Petrolio in picchiata, settimo premier britannico in dieci anni e la correzione del tech. Una settimana di grandi movimenti.
I mercati hanno sempre bisogno di un nemico. Per mesi è stato Hormuz, il petrolio, la geopolitica del Golfo. Adesso che lo scenario si è parzialmente chiarito, la domanda che tutti si pongono è: chi sarà il prossimo? Il settore tech con le sue valutazioni sempre più ambiziose? L’inflazione che non accenna a scendere davvero? Le grandi IPO che promettono mondi nuovi e poi correggono del 30% in due settimane? Lo scopriremo solo vivendo, come diceva qualcuno molto più saggio dei mercati finanziari.
Starmer si dimette: il settimo premier britannico in dieci anni
Lunedì 22 giugno Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da premier e da leader del Partito Laburista, davanti a Downing Street. Il motivo principale è la perdita progressiva di consenso all’interno del suo stesso partito, accelerata dalla scalata politica di Andy Burnham, sindaco della Greater Manchester eletto in Parlamento la scorsa settimana e oggi considerato il favorito per la successione.
È il settimo cambio di premier in dieci anni per il Regno Unito, un record poco invidiabile che alimenta l’incertezza sulle politiche economiche di Londra. I mercati finanziari hanno reagito con relativa calma: la sterlina ha perso qualcosa sul dollaro nelle prime ore, per poi recuperare, e la Borsa di Londra ha chiuso sostanzialmente invariata. Segno che le dimissioni erano nell’aria da settimane e che il mercato le aveva già in buona parte scontate.
Il punto più delicato è cosa verrà dopo. Burnham è un esponente dell’ala sinistra del Labour, con un programma economico più espansivo e un maggiore intervento pubblico nell’economia. Già la settimana scorsa, alla sua elezione in Parlamento, i rendimenti dei Gilt britannici erano saliti, contagiando anche i titoli di Stato europei. Se la sua ascesa si confermasse, potrebbe ripresentarsi lo stesso effetto sui prossimi mesi.
Fonte: Il Sole 24 Ore e Milano Finanza, 22-26 giugno 2026
Il petrolio crolla: Brent sotto i 75 dollari. La pace ha un prezzo, e lo paga chi aveva scommesso sul caro energia
La riapertura di Hormuz ha prodotto l’effetto più atteso e al tempo stesso più rapido: il Brent è sceso di oltre il 7% nella settimana, portandosi intorno ai 73-74 $/barile, con il WTI americano che ha toccato i 70 dollari. È un calo significativo, ma che va letto nella giusta prospettiva: ancora pochi mesi fa il Brent era sotto i 70 dollari, quindi siamo semplicemente tornati a livelli simili a quelli pre-crisi.
L’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede per il 2027 una sovrapproduzione rilevante, con un aumento dell’offerta di 8 milioni di barili al giorno a fronte di una domanda ferma. Se confermata, questa stima suggerisce che i prezzi dell’energia potrebbero restare contenuti a lungo, con effetti positivi sull’inflazione ma negativi per le società energetiche e per i paesi produttori.
Chi ha sofferto di più questa settimana sono stati i titoli energetici, da Eni a Saipem, che avevano beneficiato del caro petrolio. A Piazza Affari, le perdite maggiori hanno riguardato anche difesa e aerospazio: Fincantieri, Leonardo, Avio hanno ceduto tra il 3% e il 4%, probabilmente perché il mercato inizia a scontare un contesto geopolitico meno teso. La fine di una crisi crea sempre vincitori e vinti, anche in borsa.
Fonte: Il Sole 24 Ore, 22-26 giugno 2026
Warsh alla Fed: tassi fermi, ma nessuna gentilezza verso i mercati
La prima conferenza stampa di Kevin Warsh da presidente della Federal Reserve non ha lasciato spazio a interpretazioni ottimistiche. I tassi sono rimasti invariati, ma il tono è stato esplicitamente restrittivo: Warsh ha dichiarato che la Fed non tollererà un’inflazione elevata, rimuovendo dal comunicato qualsiasi riferimento a un orientamento favorevole ai tagli. L’inflazione PCE core di maggio si è attestata al 3,4% annuo, ancora lontana dall’obiettivo del 2%.
Il mercato ha risposto alzando le aspettative su un rialzo dei tassi tra settembre e ottobre, il che ha rafforzato il dollaro ai massimi degli ultimi 13 mesi e penalizzato oro e materie prime. In Europa, la BCE sembra invece orientata a una pausa dopo il rialzo di giugno: il calo dei rendimenti dei titoli di Stato, con il BTP decennale al 3,69% e lo spread con il Bund tedesco a 71 punti base, suggerisce che il mercato non si aspetta nuovi interventi a luglio.
La divergenza tra Fed e BCE è una variabile importante per chi ha investimenti in valute diverse. Un dollaro più forte rispetto all’euro penalizza i rendimenti degli asset americani quando vengono convertiti in euro, e al contrario favorisce chi ha liquidità in dollari. Non è qualcosa che richiede azioni immediate, ma è utile tenerlo presente nella revisione periodica del portafoglio.
Fonte: Il Sole 24 Ore e Milano Finanza, 25-26 giugno 2026
Il tech corregge, SpaceX perde quota, Bending Spoons si quota al Nasdaq
Dopo settimane di corsa, il settore tecnologico ha vissuto una correzione significativa. Il trigger principale è stata la notizia, riportata dal New York Times, che OpenAI starebbe valutando di rinviare la propria quotazione in borsa. La reazione è stata immediata: i titoli dei semiconduttori hanno accusato cali tra il 5% e il 7% in una sola seduta, con Micron, Intel e AMD tra i più colpiti. Il Nasdaq ha perso circa l’1% in apertura di seduta nella giornata di giovedì.
SpaceX ha proseguito il suo ritracciamento post-IPO: dopo aver toccato i 225 dollari per azione nella prima settimana di contrattazioni, il titolo è sceso intorno ai 153 dollari, con un calo di oltre il 30% dai massimi. Gli analisti restano divisi: c’è chi parla di semplice normalizzazione dopo l’euforia iniziale, e chi ritiene che le valutazioni scontassero scenari troppo ottimistici.
In questo contesto, spicca una notizia italiana. Bending Spoons, la società tecnologica milanese che ha acquisito brand come Evernote, Eventbrite e Vimeo, ha lanciato la propria IPO al Nasdaq con un prezzo tra i 26 e i 28 dollari per azione e una valutazione fino a 18 miliardi di dollari. È un’operazione che non ha precedenti per una società tech europea quotata a Wall Street, e che porta visibilità internazionale all’ecosistema italiano dell’innovazione. Negli ultimi anni Bending Spoons ha costruito un modello di business non convenzionale, acquisendo prodotti digitali già esistenti e ottimizzandone la monetizzazione: un approccio pragmatico, lontano dalla retorica delle startup da zero.
Fonte: Il Sole 24 Ore e Milano Finanza, 23-26 giugno 2026
Performance da inizio anno
| Indice | Da inizio anno |
|---|---|
| Nikkei (Tokyo) | +43,76% |
| FTSE MIB (Italia) | +16,90% |
| Nasdaq (USA) | +12,80% |
| S&P 500 (USA) | +11,77% |
| Azionario Eurozona | +9,45% |
| Petrolio Brent | +27,00% |
| Oro | -2,27% |
| Bitcoin | -27,08% |
Dati di chiusura settimanale. Fonte: elaborazione su dati Milano Finanza e Il Sole 24 Ore.
Chiudiamo il primo semestre del 2026 con quasi tutti gli indici in verde. Un risultato che, visto da fuori, potrebbe sembrare il premio per sei mesi di politica estera aggressiva, tariffe, ultimatum e tensioni costruite spesso dal nulla. Trump ha portato incertezza, malumori e qualche cicatrice difficile da quantificare in un foglio Excel: civili uccisi, famiglie sfollate, infrastrutture distrutte, mesi di inflazione che non sarebbe dovuta esserci. Eppure i mercati, almeno per ora, sembrano premiarlo.
Ma le partite si vincono sul lungo termine, non a metà giugno. I razzi, come abbiamo visto in queste settimane, partono belli in verticale, fanno notizia, entusiasmano. Non tutti però arrivano a destinazione.
Quello che conta, in questo contesto, è restare ancorati alla strategia costruita sugli obiettivi di ciascuno, senza lasciarsi travolgere né dall’euforia dei record né dall’ansia delle correzioni. Chi ha mantenuto la rotta in questi sei mesi ha avuto ragione a farlo. Chi invece ha cercato di seguire ogni notizia con una mossa di portafoglio, probabilmente no.
Come sempre, sono a disposizione per parlarne.
Questa lettera è uno strumento di aggiornamento e riflessione, redatta sulla base delle principali fonti economiche della settimana (Il Sole 24 Ore, Milano Finanza, Italia Oggi, The Wall Street Journal). Non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Le valutazioni espresse rappresentano un’interpretazione del contesto attuale e non previsioni sui mercati.










