Lettera Settimanale · Settimana 20 · 15 Maggio 2026
Pechino al centro del mondo:
diplomazia, energia e il nodo Taiwan
Una lettura di cinque minuti sui mercati e su quello che li muove
Questa settimana il baricentro della geopolitica si è spostato a Pechino, dove Trump e Xi si sono incontrati per la prima volta da quando il presidente americano è tornato alla Casa Bianca. Un vertice che i mercati aspettavano con attenzione, e che ha prodotto segnali importanti — ma anche domande senza risposta. Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz continua a fare i conti propri.
Geopolitica
Il summit di Pechino: accordi parziali e una questione aperta chiamata Taiwan
Il vertice tra Trump e Xi, tenutosi il 14 e 15 maggio alla Grande Sala del Popolo, ha affrontato tre dossier principali: Hormuz e l’Iran, i rapporti commerciali e la questione di Taiwan. Su ognuno è emerso qualcosa, ma difficilmente si può parlare di svolta.
Sul fronte energetico, i due presidenti hanno concordato che lo Stretto di Hormuz “deve restare aperto” e si sono opposti a qualsiasi tentativo di imporre pedaggi al suo utilizzo. La Cina ha espresso interesse ad aumentare gli acquisti di petrolio statunitense per ridurre la propria dipendenza dal transito attraverso il Golfo. Un segnale di distensione — ma nelle stesse ore in cui i due leader si stringevano la mano, trenta navi cinesi attraversavano lo Stretto con l’autorizzazione e la protezione dell’Iran, a testimoniare quanto la realtà sul campo sia più complicata delle dichiarazioni ufficiali.
Sul commercio, Xi ha annunciato che la Cina si aprirà “ulteriormente” agli scambi internazionali, e Trump ha comunicato un ordine cinese di 200 nuovi aerei Boeing. I mercati hanno reagito con freddezza: le aspettative degli analisti erano per un ordine molto più consistente.
Il momento più significativo del summit non è stato un accordo commerciale, ma un monito. Xi ha aperto i lavori definendo Taiwan “la questione più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti” e ha avvertito che, se malgestita, potrebbe spingere i due Paesi verso una situazione “pericolosa”. Evocando la “trappola di Tucidide” — il rischio che una potenza emergente e una dominante finiscano per scontrarsi proprio nel tentativo di evitarlo — Xi ha lanciato un messaggio che va ben oltre Hormuz.
Fonte: Il Sole 24 Ore e Milano Finanza, 14-15 maggio 2026
Trump, dal canto suo, ha scelto la vaghezza deliberata: alla domanda se gli USA difenderebbero Taiwan in caso di attacco cinese ha risposto “non lo dirò”. Una posizione che mantiene l’ambiguità strategica, ma che lascia aperta una delle variabili geopolitiche più rilevanti per i mercati globali nei prossimi anni. Come nota positiva: Xi visiterà gli Stati Uniti in autunno, e i due leader si incontreranno nuovamente in occasione di Apec e G20. Il dialogo, almeno, rimane aperto.
Energia
L’AIE cambia le previsioni: da surplus a deficit. Le scorte corrono verso i minimi
La notizia più importante sul fronte energetico questa settimana è arrivata dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, che ha ribaltato le proprie previsioni per il 2026: da un surplus atteso di 410.000 barili al giorno, si passa a un deficit stimato di 1,78 milioni di barili/giorno. Una revisione storica, che fotografa l’impatto reale del blocco di Hormuz sull’offerta globale.
Goldman Sachs ha affinato il quadro: le scorte commerciali dei Paesi OCSE potrebbero scendere a 57 giorni di domanda entro giugno — il livello più basso dal 2018 — mentre le riserve europee di carburante aereo potrebbero avvicinarsi alla soglia critica già nelle prossime settimane. Il CEO di Saudi Aramco, Amin Nasser, ha avvertito che anche con una riapertura immediata dello Stretto, il mercato petrolifero potrebbe non tornare alla normalità prima del 2027.
Il Brent si è stabilizzato intorno ai 105-107 $/barile nel corso della settimana. JP Morgan prevede che rimarrà intorno ai 100 dollari per gran parte del 2026, anche in caso di riapertura a giugno: il collo di bottiglia si sposterà dalle navi bloccate alle raffinerie, alla logistica, alla ricostituzione delle scorte. Non è un problema che si risolve aprendo un rubinetto.
Un dato che merita attenzione: l’Arabia Saudita ha aumentato l’utilizzo del proprio oleodotto interno per aggirare lo Stretto, ma gli analisti stimano che le rotte alternative non riescano a compensare nemmeno la metà del blocco. Chi pensava che il problema di Hormuz fosse risolvibile con rotte diverse ha dovuto ricredersi.
Fonte: Milano Finanza, analisi settimana 11-15 maggio 2026
Mercati
Piazza Affari verso i 50.000 punti. Inflazione USA: un dato da non trascurare
Nonostante lo scenario geopolitico complesso, i mercati azionari hanno mostrato una notevole capacità di tenuta. Il Ftse Mib ha sfiorato la soglia psicologica dei 50.000 punti, trainato dai titoli tecnologici e del comparto semiconduttori — con STMicroelectronics in evidenza — oltre che dalle buone trimestrali di società come Amplifon, Lottomatica e Unicredit. Wall Street ha continuato ad aggiornare massimi storici su Nasdaq e S&P 500.
I rendimenti dei Treasury americani a 10 anni si sono avvicinati alla soglia del 4,38%, mentre lo spread BTP/Bund si è mantenuto contenuto intorno ai 73-76 punti base — un segnale che i mercati obbligazionari italiani resistono bene alla pressione.
Il dato che ha colpito di più questa settimana è l’inflazione americana di aprile: +3,8% su base annua. Un numero che complica i piani della Federal Reserve e fa salire la probabilità — ora stimata oltre il 34% — di un rialzo dei tassi USA entro fine anno. Se la Fed dovesse alzare i tassi in un momento in cui l’economia globale è già sotto pressione energetica, l’effetto sui mercati obbligazionari e sul dollaro sarebbe rilevante.
Fonte: Milano Finanza, 13 maggio 2026
Macroeconomia
Europa in stagnazione: la BCE si prepara a muoversi a giugno
Il quadro europeo rimane difficile. Il PIL del primo trimestre è cresciuto dello 0,1%, e la BCE ha già avvertito che il picco inflattivo potrebbe toccare il 4% entro fine 2026 — quasi il doppio dell’obiettivo — a causa dello shock energetico. I mercati considerano quasi certo un rialzo dei tassi nella riunione dell’11 giugno, con la possibilità di uno o due ulteriori interventi entro la primavera del 2027.
Christine Lagarde ha dichiarato che la BCE è “in una buona posizione per affrontare l’aumento dell’inflazione”, senza però anticipare le mosse. Un membro del comitato esecutivo, Piero Cipollone, ha invece detto chiaramente che la situazione “sembra discostarsi dallo scenario di base” delle proiezioni di marzo, aumentando la probabilità di un aggiustamento dei tassi. La direzione sembra tracciata.
Per chi ha un mutuo a tasso variabile, è una variabile concreta: l’Euribor si è già mosso al rialzo in anticipo sulle decisioni ufficiali. Per chi ha liquidità o obbligazioni a breve scadenza, un contesto di tassi in salita significa cedole più generose — ma anche la necessità di ragionare con cura sulle scadenze, per non restare esposti a variazioni di prezzo.
Fonte: Il Sole 24 Ore e Milano Finanza, settimana 11-15 maggio 2026
La settimana si chiude con più chiarezza su alcune cose e più incertezza su altre. Sappiamo che USA e Cina vogliono Hormuz aperto — ma non come ci arriveremo. Sappiamo che le scorte globali si stanno assottigliando — ma non quanto velocemente si ricostruiranno. Sappiamo che le banche centrali si preparano ad agire — ma in un contesto in cui agire troppo o troppo poco ha lo stesso rischio.
In momenti come questo, la bussola più utile non è cercare di prevedere l’esito delle trattative diplomatiche, ma assicurarsi che le proprie scelte finanziarie reggano a scenari diversi — incluso quello in cui la situazione si risolve lentamente, nel tempo. È esattamente per questo che si pianifica.
Come sempre, sono a disposizione per parlarne.
Marco Zanin
Questa lettera è uno strumento di aggiornamento e riflessione, redatta sulla base delle principali fonti economiche della settimana (Il Sole 24 Ore, Milano Finanza). Non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Le valutazioni espresse rappresentano un’interpretazione del contesto attuale e non previsioni sui mercati.









