Hormuz sì, Hormuz no, Hormuz gnammé. Lo stretto dei dazi.
Inflazione scende, chip crollano, banche salgono. E nel mezzo, un pedaggio su Hormuz annunciato e ritirato nel giro di poche ore. Sembra un copione scritto apposta per mettere alla prova i nervi degli investitori.
Il pedaggio di Trump, il ritiro e Hormuz che resta imprevedibile
Lunedì 14 luglio la Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di imporre un pedaggio del 20% su tutte le merci trasportate dalle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, per “coprire i costi di sicurezza”. Contestualmente, Washington ha comunicato il ripristino del blocco dei porti iraniani. La reazione dei mercati è stata immediata: il Brent ha superato gli 85 dollari al barile, il WTI ha toccato gli 80 dollari.
Nel pomeriggio dello stesso giorno Trump ha fatto retromarcia. La tariffa è stata sostituita da accordi commerciali e di investimento con i paesi del Golfo. Il petrolio ha parzialmente corretto, ma ha chiuso la settimana intorno agli 85 $/barile per il Brent e ai 79 dollari per il WTI, con un rialzo significativo rispetto ai livelli della settimana precedente. Il gas naturale europeo è salito a 53,5 euro per megawattora, spinto dai timori sulle forniture di GNL.
La sequenza pedaggio-retromarcia-pedaggio è ormai un copione ricorrente. Il problema è che ogni annuncio, anche se poi ritirato, muove miliardi di dollari sui mercati delle commodity e alimenta incertezza nelle catene di approvvigionamento. Gli operatori del settore navale stanno iniziando a fare i conti con una volatilità strutturale che rischia di alzare i costi assicurativi e logistici indipendentemente da cosa decida Trump la settimana successiva.
Fonte: Milano Finanza e Il Sole 24 Ore, 14-17 luglio 2026
Sul campo la situazione resta critica. I Pasdaran iraniani hanno bloccato lo Stretto per il quarto giorno consecutivo di attacchi americani, e diverse petroliere hanno invertito la rotta dopo aver tentato di attraversarlo. Goldman Sachs stima che il Brent oscillerà tra 75 e 85 dollari ad agosto, ma avverte che un nuovo blocco prolungato potrebbe riportare il greggio verso i 100 dollari.
L’inflazione americana scende al 3,5%: buona notizia, ma Warsh non abbassa la guardia
Martedì sono arrivati i dati sull’inflazione americana di giugno: il CPI è sceso al 3,5%, sotto il 3,8% atteso dagli analisti. È il dato più basso da oltre un anno e ha ridotto significativamente le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione di fine luglio. I mercati azionari hanno festeggiato, i titoli tech hanno rimbalzato.
Kevin Warsh, però, non ha partecipato alla festa. Audito al Congresso nella stessa settimana, ha ribadito la sua posizione con parole precise: “tolleranza zero contro l’inflazione”. Ha confermato che la Fed continuerà a decidere riunione per riunione, senza impegnarsi su percorsi predefiniti. Il segnale è che un buon dato mensile non cambia la strategia complessiva.
In Europa, buone notizie sul fronte dei prezzi: l’inflazione core nell’Eurozona si è attestata al 2,1%, sotto le attese. Bankitalia ha rivisto al rialzo le stime sul PIL italiano per il 2026 allo 0,6%, un miglioramento rispetto alle previsioni precedenti. Non è una crescita vigorosa, ma è meglio di quanto molti analisti temessero a inizio anno, quando la crisi energetica sembrava destinata a durare molto più a lungo.
Fonte: Il Sole 24 Ore e Milano Finanza, 14-15 luglio 2026
Il crollo dei semiconduttori: DeepSeek, Samsung e il peso degli investimenti AI
La notizia che ha scosso il settore nella seconda parte della settimana è arrivata dalla Cina: DeepSeek, la startup di AI che a gennaio aveva già sorpreso i mercati con un modello competitivo a costi molto inferiori, starebbe sviluppando un proprio chip per l’intelligenza artificiale. La prospettiva che la Cina possa ridurre ulteriormente la propria dipendenza dai chip occidentali ha innescato vendite massive sui titoli dei semiconduttori in tutto il mondo.
A questo si è aggiunto l’effetto Samsung: nonostante una trimestrale con risultati superiori alle attese, il titolo del colosso coreano ha perso il 7% a Seul, trascinando con sé l’intero comparto. Il mercato ha letto i numeri di Samsung non come una conferma della solidità del ciclo AI, ma come un segnale che i margini futuri potrebbero essere sotto pressione. A Piazza Affari STMicroelectronics ha ceduto circa l’8% in una seduta, tornando tra i peggiori titoli del FTSE MIB della settimana.
C’è un tema di fondo che vale la pena comprendere. Le quattro grandi aziende tech americane, Alphabet, Amazon, Microsoft e Meta, nel 2026 spenderanno complessivamente 725 miliardi di dollari in infrastrutture AI: data center, chip, fibra, energia. È una cifra enorme, che non ha precedenti. Gli investitori si stanno chiedendo quando e come questi investimenti si tradurranno in ricavi proporzionali. Finché la risposta non è chiara, il settore rimarrà vulnerabile a qualsiasi notizia che metta in dubbio la narrazione della crescita inarrestabile dell’AI.
Fonte: Il Sole 24 Ore e Milano Finanza, 15-17 luglio 2026
TSMC, il principale produttore mondiale di chip avanzati, ha invece pubblicato una trimestrale record con utili superiori alle attese e ha confermato la solidità della domanda legata all’AI. Ma anche questo non è bastato: le vendite sui semiconduttori hanno continuato nella giornata di giovedì, confermando che in questa fase è il posizionamento degli investitori a guidare i prezzi più dei fondamentali. Venerdì le borse asiatiche hanno chiuso in forte ribasso, con il Nikkei a meno 5,2% e il Kospi a meno 6,4%.
Banche record, IBM crolla: la stagione delle trimestrali parte in modo contrastato
Nel mezzo del caos geopolitico e tech, le grandi banche americane hanno pubblicato i risultati del secondo trimestre. JPMorgan, Goldman Sachs e Bank of America hanno battuto le attese, sostenute dal boom delle attività di trading e dalla consulenza legata alle grandi IPO di questo periodo. È un segnale di salute del sistema finanziario, in un momento in cui molti temevano che l’incertezza avrebbe frenato le operazioni di mercato dei capitali.
Sul fronte opposto, IBM ha subito un calo pesante dopo aver comunicato un profit warning: la crescita futura sarà più lenta di quanto il mercato si aspettasse, con l’intelligenza artificiale che sta cambiando la domanda di alcuni dei suoi servizi tradizionali. È un segnale utile: l’AI non porta benefici uniformi a tutte le società tech, e chi non riesce a posizionarsi correttamente nel nuovo scenario paga un prezzo in borsa.
La stagione delle trimestrali è appena iniziata. Nelle prossime settimane arriveranno i risultati di Alphabet, Amazon, Microsoft, Meta e dei principali produttori di chip. L’asticella è fissata molto in alto dopo un semestre di aspettative crescenti. Chi deluderà anche solo marginalmente potrebbe vedere reazioni sproporzionate del titolo, come abbiamo già visto con IBM questa settimana.
Fonte: Milano Finanza, 14-17 luglio 2026
Performance da inizio anno
| Asset Class | Da inizio anno |
|---|---|
| Petrolio (Brent) | +44,78% |
| Materie Prime | +23,91% |
| Azionario Mercati Emergenti | +16,36% |
| Azionario Globale | +12,76% |
| Bitcoin | -27,21% |
| Oro | -6,43% |
Dati aggiornati al 17 luglio 2026. Fonte: elaborazione su dati Milano Finanza e Il Sole 24 Ore.
Questa settimana ha dimostrato che i mercati sanno essere brutali con chi si aspetta linearità. Un dato positivo sull’inflazione arriva nello stesso giorno in cui il settore tech crolla. Le banche fanno trimestri record mentre Hormuz è di nuovo in bilico. È la normalità del momento in cui viviamo, non un’eccezione.
In questo contesto, la cosa più controproducente che si può fare è inseguire ogni singola notizia con una decisione di portafoglio. Chi ha un piano costruito sui propri obiettivi di vita, con la giusta diversificazione e l’orizzonte temporale adeguato, ha già la risposta a queste settimane. Non è una risposta semplice, ma è quella che funziona nel tempo.
Come sempre, sono a disposizione per parlarne.
Questa lettera è uno strumento di aggiornamento e riflessione, redatta sulla base delle principali fonti economiche della settimana (Il Sole 24 Ore, Milano Finanza, Italia Oggi, The Wall Street Journal). Non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Le valutazioni espresse rappresentano un’interpretazione del contesto attuale e non previsioni sui mercati.








