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Lettera Settimanale15 Agosto 2026

L’inflazione rallenta, i mercati respirano. Ma il memorandum su Hormuz scade domenica.

Una settimana di Ferragosto che non si è concessa il lusso della pausa. L’inflazione americana di luglio è uscita migliore delle attese, riducendo le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre. Milano ha sfiorato un nuovo record storico. Ma sullo sfondo rimane una scadenza che pochi hanno notato: il memorandum tra USA e Iran, firmato il 17 giugno, scade domenica 16 agosto. Se non viene rinnovato o sostituito, lo scenario su Hormuz potrebbe deteriorarsi rapidamente.

Geopolitica & Energia

Il memorandum scade, Hormuz torna incerto. Il Brent rimette nel mirino i 90 dollari

Le speranze di un accordo immediato su Hormuz, che avevano alimentato il rally di inizio agosto, si sono rapidamente affievolite nel corso della settimana. Trump ha rifiutato le richieste iraniane di risarcimento per i danni della guerra, ribaltando la situazione e chiedendo a Teheran risarcimenti per le vittime del regime americano. L’Iran, a sua volta, continua a pretendere che tutti i suoi termini vengano soddisfatti prima di riaprire lo Stretto. La trattativa è di fatto in stallo.

A complicare il quadro, il 9 agosto è stato annunciato un nuovo asse militare difensivo tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan: ogni attacco armato contro uno dei tre paesi verrà considerato un attacco contro tutti. È un segnale che la regione si sta riorganizzando attorno a nuovi equilibri, indipendentemente dall’esito della crisi con l’Iran.

Il dettaglio più rilevante di questa settimana, però, è uno: domenica 16 agosto scade il memorandum d’intesa firmato il 17 giugno, che garantiva il transito parziale nello Stretto per 60 giorni. Se non viene rinnovato nei prossimi giorni, senza un accordo sostitutivo, le navi che cercano di passare perdono anche quella protezione formale. Il Brent si è già mosso di conseguenza, tornando a sfiorare i 90 dollari al barile durante la settimana, con il gas naturale che ha superato i 58 euro per megawattora. Gli analisti avvertono che il rischio di una nuova escalation non è da escludere.

Fonte: Il Sole 24 Ore, 11-14 agosto 2026


Macroeconomia

Inflazione USA luglio: meglio delle attese. Le probabilità di un rialzo a settembre scendono al 35%

Mercoledì 12 agosto sono arrivati i dati sull’inflazione americana di luglio, e sono stati una buona notizia. I prezzi al consumo hanno mostrato segnali di rallentamento superiori alle attese, confermando che la pressione energetica, pur ancora presente, non si sta ulteriormente accelerando. Il giorno prima, i prezzi alla produzione erano rimasti invariati a luglio, anch’essi migliori delle stime del mercato.

La reazione dei mercati finanziari è stata immediata. Le probabilità implicite di un rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione di settembre sono scese al 35%, dal 66% di alcune settimane fa. I titoli di Stato americani hanno guadagnato, e l’euro si è rafforzato sul dollaro, portandosi stabilmente sopra 1,15.

Un dollaro più debole ha effetti concreti per chi investe a livello internazionale: i rendimenti degli asset americani, convertiti in euro, si riducono. Ma un’inflazione che rallenta in America è anche un segnale che la pressione sui consumi globali potrebbe iniziare ad allentarsi, con benefici graduali che si trasferiranno anche in Europa nei prossimi mesi. Il quadro macro non è risolto, ma la direzione è meno preoccupante rispetto a qualche settimana fa.

Fonte: Milano Finanza e Il Sole 24 Ore, 12-13 agosto 2026

Anche la produzione industriale dell’Eurozona ha sorpreso positivamente, restando invariata a giugno contro attese di un calo. Non è un dato brillante, ma in un contesto di crisi energetica è comunque un segnale di tenuta. Il PIL del Regno Unito del secondo trimestre è atteso nel fine settimana.


Mercati

Milano sfiora il record storico. Wall Street torna ai massimi. Technoprobe entra nel FTSE MIB

I dati sull’inflazione migliori delle attese hanno sostenuto le borse per tutta la seconda parte della settimana. Il FTSE MIB ha sfiorato un nuovo record storico giovedì 14 agosto, chiudendo poi sostanzialmente invariato. Nella seduta precedente, il listino si era mosso con Nexi in rialzo del 3,8%, Stellantis del 2,8%, Avio e Fincantieri del 2%. Dall’altra parte, STM e Eni hanno pagato la volatilità sui chip e sul petrolio.

A Wall Street, l’S&P 500 ha chiuso a un passo dai massimi storici dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione. L’indice MSCI All Country World, il più ampio indicatore delle azioni mondiali, si è portato a ridosso del record intraday raggiunto la settimana precedente.

Una notizia di Piazza Affari che merita un cenno: da settembre Technoprobe entrerà a far parte del FTSE MIB. La società, specializzata in sonde per il collaudo dei semiconduttori, segna da inizio anno un progresso di oltre il 137%, il titolo con la migliore performance sull’intero listino italiano nel 2026. Un’altra conferma che i semiconduttori, nonostante le correzioni di luglio, rimangono uno dei settori più vivaci dell’anno.

Fonte: Il Sole 24 Ore, 13-14 agosto 2026


Sul Radar della Settimana Prossima

Jackson Hole: cos’è e perché i mercati lo seguono con tanta attenzione

Ogni anno, a fine agosto, in un piccolo resort montano del Wyoming si svolge uno degli appuntamenti più seguiti dalla finanza mondiale: il simposio annuale di Jackson Hole, organizzato dalla Federal Reserve di Kansas City. Non è una riunione operativa della banca centrale, non si decide nulla di vincolante. Eppure i mercati lo trattano come uno degli eventi più importanti dell’anno.

Il motivo è semplice: Jackson Hole è il palcoscenico in cui il presidente della Fed sceglie di comunicare le sue intenzioni in modo più libero rispetto alle conferenze stampa ufficiali. Nel 2022, fu qui che Powell preparò i mercati a una stagione di rialzi aggressivi. Nel 2024, sempre qui, annunciò che era arrivato il momento di tagliare i tassi. Nel 2026, con Warsh alla guida, l’attesa è per capire se la Fed è davvero pronta ad agire in senso restrittivo a settembre, oppure se preferirà aspettare altri dati.

Prima del simposio, circa il 44% degli operatori si aspettava un tono restrittivo da Warsh. Dopo i dati sull’inflazione di questa settimana, quella percentuale si è ridimensionata. Il mercato arriverà a Jackson Hole con aspettative più equilibrate, il che storicamente significa che il margine di sorpresa in una direzione o nell’altra è più ampio. Vale la pena seguirlo.

Fonte: Milano Finanza, survey Spectra Markets — agosto 2026


I Numeri della Settimana

Performance da inizio anno

Asset ClassDa inizio anno
Petrolio WTI+48,5%
Nikkei (Giappone)+31,0%
MSCI Mercati Emergenti+23,0%
FTSE MIB (Italia)+21,6%
Nasdaq 100+15,5%
Eurostoxx 50+14,8%
S&P 500+12,5%
MSCI World+12,3%
Oro-3,5%
Euro/Dollaro+0,3%
Bitcoin-26,0%

Dati aggiornati al 14 agosto 2026 in valuta locale. Fonte: elaborazione su dati Il Sole 24 Ore e Milano Finanza.

Questa settimana ha avuto due facce molto distinte. I dati macro americani hanno rasserenato il quadro monetario, riducendo le pressioni per un rialzo imminente dei tassi. I mercati hanno risposto positivamente. Ma la scadenza del memorandum su Hormuz e lo stallo nei negoziati ricordano che il capitolo energetico non è chiuso, e che le prossime settimane potrebbero riportare volatilità.

La settimana prossima ci aspetta Jackson Hole, dove Warsh avrà l’occasione di dare indicazioni più chiare sulla direzione della Fed. I mercati ascolteranno con molta attenzione. Io pure.

Come sempre, sono a disposizione per parlarne.

Marco Zanin

Questa lettera è uno strumento di aggiornamento e riflessione, redatta sulla base delle principali fonti economiche della settimana (Il Sole 24 Ore, Milano Finanza, Italia Oggi, The Wall Street Journal). Non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Le valutazioni espresse rappresentano un’interpretazione del contesto attuale e non previsioni sui mercati.

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